Del Dr. Arie Brecher
Non ho mai fatto degli esperimenti su animali, e non ho mai imparato niente dalla vivisezione. Sperimentare su animali per la medicina umana è un errore di base nel sistema di ricerca, che porta a dei disastri per l'uomo. Quante volte si sono sentite frasi del genere: "Nel passato i medici pensavano che... ma oggi si pensa diversamente." "Contrariamente a quello che si credeva una volta, i ricerca-tori credono oggi che...", "Una volta i medici avevano molta fiducia nel... ma oggi si è visto che era un errore", ecc. ecc. Errare è umano, perseverare è diabolico, dice un detto latino. E' già stato dimostrato e provato diversissime volte, che sperimentare su animali ed estrapolare i risultati sull'uomo è sbagliato e ne risultano dei danni e disastri per l'uomo. E non descriverò di nuovo l'esempio della talidomide e di altre decine di migliaia di preparati farmaceutici, che sono stati provati con successo su animali e di conseguenza dichiarati sicuri
per l'uso umano, ed hanno danneggiato la salute di chi li ha usati, provocando diverse malattie e casi mortali.
Milioni di ricerche sono eseguite ogni anno su animali "a nome della scienza". Queste ricerche futili, che si fanno sugli animali, non contribuiscono in nulla al progresso della medicina umana. Gli animali presi per questi esperimenti sono chiamati "animali da laboratorio". Nella zoologia non esiste una specie del genere. Esiste invece una specie di animali da laboratorio con i camici bianchi, che torturano animali, strappano e schiacciano le loro membra, estirpano loro gli occhi,
trapanano il loro cervello, a volte senza anestesia, bruciano i loro tessuti con acido e con il fuoco, somministrano loro delle scariche elettriche, li lasciano affamati, li drogano, iniettano loro dei veleni nelle vene. E tutto ciò "in nome della scienza". Come medico, non ho mai eseguito degli esperimenti sugli animali, e non ho mai imparato sugli animali come si curano le persone. Anche quando ero studente di medicina, queste cose mi sembravano assurde, cose non serie, e certamente non scientifiche. Questa idea distorta e infausta di causare agli animali delle malattie in modo artificiale, e di considerare i risultati come validi per lo studio delle malattie umane, è una vergogna per la medicina.
La medicina dell'uomo si impara e si studia in un modo solo: accanto al letto del malato. Studiare il malato, indagare la malattia, le abitudini del malato, il suo modo di vita, e da qui risalire alle cause della malattia è indispensabile alla terapia. Non parlerò qui della medicina preventiva, che per me è l'aspetto più importante della medicina. Gli esperimenti sugli animali non sono mai serviti a far progredire la medicina umana. Ma al contrario, hanno causato dei danni all'uomo, confusione alla medicina ed hanno fermato il progresso della medicina stessa.
Neanche uno dei grandi passi in avanti della medicina è stato ottenuto con la vivisezione. Il cancro si studia ormai da 200 anni e non si sono riusciti a capire finora la sua eziopatogenesi (la causa dell'insorgenza della malattia). E non hanno ancora trovato la cura per il cancro, perché la cercano nel posto sbagliato, sugli animali (e parlo di cura, non di terapia).
Time Magazin (22.9.86) parla di nuovi metodi nella cura del cancro sviluppati sui topi. Sui topi questa cura ha funzionato benissimo, perché l'hanno sviluppata su di loro. Ma da allora non abbiamo più sentito parlare di questa cura. La verità l'ha detta il Prof. Rosin (Ma'ariv 5.11.87); "Da un decennio non è stato fatto nessun progresso nella cura del cancro. E' particolarmente importante agire sulla prevenzione." Il Prof. Ron Rosin, oncologo, era consulente medico dell'Organizzazione Israeliana per la lotta contro il cancro. Sul Yediot Aharonot del 5.11.87 ha scritto: "Noi vogliamo trasferire la lotta contro il cancro dagli ospedali e dalle cllniche alla cucina e alla sala da pranzo. L'alimentazione e l'ambiente hanno sulle malattie cancerogene un'influenza molto più grande di quanto gli scienziati pensavano in passato."
Purtroppo gli scienziati non credono nemmeno oggi che quello che si mangia e come si vive abbiano un'influenza sul cancro.
Il fatto è che loro continuano a giocare con l'oncomouse e continuano a investigare il cancro dell'uomo sui topi, e questo 10 chiamano ricerca scientifica, che per di più costa un mucchio di soldi al cittadino e al contribuente.
Il Prof. Sabin, che ha sviluppato il vaccino contro la poliomielite, ha detto ad un congresso medico a Napoli nel 1978: "cancri sviluppati in laboratorio non hanno nessuna relazione con il cancro che appare spontaneamente nell'uomo. Quest'ultimo è profondamente differente dagli accrescimenti cancerosi creati artificialmente dagli sperimentatori in laboratorio."
Ci vorranno altri 200 anni par capire che la vivisezione non ha nessun posto nella medicina?
Un essere umano, un gatto, un topo o un maiale che vivono nello stesso ambiente non si ammalano delle stesse malattie. Ciò vale a dire che lo stesso fattore eziologico non provoca la stessa malattia e non tutti presentano lo stesso quadro clinico e patologico. Nel senso opposto si può anche dire che diversi fattori eziologici possono dare quadri clinici e patologici simili nelle diverse specie. Simili ma mai identici. Questo ci porta a capire quanto sia privo di significato lo studio delle malattie umane sugli animali. E se un giorno, un "genio" tenterà di impiantare a un gatto il cervello di una gallina, questo gatto vorrà senza dubbio deporre delle uova, ma la cosa non gli sarà possibile, perché nel corpo di un felino non esiste un sistema per deporre le uova.
Esattamente come avere dei rapporti sessuali con un animale è una forma di perversione sessuale, l'indagare le malattie umane sugli animali è una perversione scientifica. E chi cerca di prendere delle scorciatoie nella ricerca scientifica, senza vedere la diversità dei sistemi biologici tra un animale e l'altro, non ha capito tanto bene le scienze naturali e cade come un fesso nella trappola che la natura gli ha teso. Dei terribili risultati ne sono la conseguenza, come spesso si senti, nei mezzi di comunicazione.
Le malattie iatrogene sono malattie che è stata la medicina a causare. Non sono una disgrazia venuta dal cielo che si deve accettare e tacere. Sono un prodotto risultante da una ricerca sbagliata, che si basa sulla sperimentazione animale e sulla produzione di farmaci per l'uomo fatta su modelli animali. Bisogna capire l'immensità dell'assurdo.
La gente si ammala e muore per l'uso dei tarmaci. Negli USA, ogni anno vengono ricoverate in ospedale un milione e mezzo di persone in seguito all'uso di farmaci. Le sperimentazioni su animali fanno confondere la medicina, la deviano dalla giusta direzione, non danno e non daranno mai dei risultati con una precisione scientifica. Queste mancanza di precisione scientifica alla fine la paga il pubblico che usa dei farmaci sviluppati su modelli animali.
La ricerca è il cuore della scienza. Senza ricerca, la scienza è una cosa morta. Ma nello stesso tempo, la ricerca è solo uno strumento nelle mani della scienza. Una cattiva scienza ha ridotto la ricerca a qualcosa di fine a sé stesso e quando il mezzo diventa scopo, non si arriva da nessuna parte.
La sperimentazione animale è un errore nel sistema di ricerca. Non ci si può basare su risultati ottenuti sull'animale e trarre conclusioni valide per l'uomo. Non esiste un animale che può fungere da modello sperimentale per l'uomo. Gli esseri viventi sulla terra hanno in comune una sola cosa: le basi chimiche di cui sono costituiti. Con ciò finisce l'eguaglianza tra gli esseri viventi. Da qui in poi gli esseri viventi sulla terra si dividono in specie. La specie umana, la specie delle scimmie, dei cani, dei gatti, ecc... Un gatto non può fecondare un cane, e un uomo non può fecondare una scimmia o una capra. Se vuole, può provare ad avere con esse un rapporto sessuale, perverso naturalmente, ma una gravidanza non ne verrà mai fuori. La gravidanza è una situazione impossibile a livello interspecifico, perché mancano le condizioni di base alla creazione di un processo costruttivo.
Ogni specie su questa terra possiede un suo codice genetico, il quale è un dato fisso e caratteristicamente unico di ogni specie. Il codice genetico viene trasferito mediante i cromosomi. Ogni specie possiede nei soggetti sani un numero fisso di cromosomi. Il gatto ne ha 38, il cane 78, l'uomo 46. Ma le differenze tra le diverse specie non finiscono qui. E’ qui che solo incominciano. Il corredo cromosomale è la base dalla quale provengono tutte le altre differenze, quelle citologiche (nella forma e struttura cellullare), istologiche (nella struttura e composizione dei tessuti), differenze biochimiche, fisiologiche, immunologiche, differenze nelle reazioni metaboliche, nei sistemi ormonali ed enzimatici, nelle reazioni diverse a sostanze, tossine, tarmaci, differenze anatomiche ed altro ancora. Per la diversità del codice genetico e dei sistemi biologici tra un essere vivente e l'altro, anche le malattie, le reazioni a dei farmaci, o a degli stimoli ambientali di qualsiasi tipo, si manifestano differentemente da un animale all'altro.
Se si tenta di trasmettere ad un animale una qualsiasi malattia dell'uomo, questa malattia artificiale non sarà mai identica alla malattia che compare spontaneamente nell'uomo, soprattutto perché l'animale, come struttura genetica e biologica, non era predisposto ad avere quella malattia e, indagando su una falsa malattia, si ottengono dei falsi risultati.
Questo è un quadro generale della vivisezione: ricerche, che nel migliore dei casi sono inutili, e nel peggiore dei casi provocano dei danni alla salute delle persone.
La sindrome di Down è il risultato di una trisomia del cromosoma 21. Una trisomia del cromosoma 21, anche se appare spontanemaente nei topi, non è la sindrome di Down. Qui bisogna solo chiarire quale ragionamento scientifico guida gli onorati scienziati a ricercare la sindrome di Down nei topi. Perché si possa sviluppare una malattia, ci vogliono le condizioni naturali che l'hanno causata. Il modo di vita e le abitudini del malato, il suo ambiente, il suo corredo genetico. Sono questi i fattori che influiscono sulla salute e sulla malattia. La scienza non ha bisogno della vivisezione e l'umanità non le deve nulla.
Il Dr. James Gallager, che era direttore dei laboratori farmaceutici della Lederle, ha detto: "La sperimentazione animale si fa per motivi di legge, e non per motivi scientifici. Il valore di queste ricerche per l'uomo è insignificante." UAMA 14.3.64)
Resta una sola cosa da fare: cambiare la legge ed abolire la vivisezione.