Del Dr. Escarlata Justo Brito
La vivisezione, come il vaso di Pandora, ci vuoi far credere di saper trovare rimedi per tutto.
La realtà? Non sa trovare nessun rimedio!
Il SIDA:
I malati di SIDA sono milioni, e, naturalmente, dal momento che sono così pochi, è necessario ricorrere alla tortura di animali per studiare questa malattia.
Così sulla rivista "Siete Dias Médicos" ("La settimana medica") dell'ultima settimana di giugno 1996, potevamo leggere che Hoffmann-La Roche Ine. e i laboratori Abbot hanno annunciato l'inizio di uno studio clinico su 120 individui con una combinazione di due inibitori della proteasi: il saquinavir e il ritonavir. Vi si legge: "Benché questa combinazione rappresenti una promessa terapeutica, non si è ancora potuto stabilire il grado di sicurezza del trattamento con entrambi i tarmaci, per cui le due compagnie raccomandano di non iniziare il trattamento combinato prima che lo studio clinico non sia terminato e si possa determinare la posologia più sicura."
Ma naturalmente erano stati fatti esperimenti su animali prima di questo studio clinico, e per cosa? Per dire che ora, con gli esseri umani, si vedrà...
Nel gennaio del 1996, ossia più di un anno fa, la rivista "Siete Dias Médicos" pubblicava che degli scienziati del Generai Hospital di San Francisco e dell'Università di Pittsburg avevano portato a termine un trapianto sperimentale di midollo osseo da uno scimpanzè ad un malato di SIDA.
L'articolo ammette che l'esperimento fu realizzato nonostante le perplessità di buona parte della comunità scientifica. Secondo quanto riferito, a differenza di altri trapianti realizzati in precedenza, in questo caso il midollo osseo di mandrillo fu sottoposto ad un procedimento sommario di purificazione per individuare la presenza di virus o microbi sconosciuti; fu anche ridotto a due delle sue componenti essenziali che, "teoricamente" dovevano liberare nel ricevente fino ali tipi differenti di cellule.
Naturalmente uno degli autori dell'esperimento, Suzanne Ildstad, dichiarò che "Durante tré anni abbiamo sperimentato con diverse specie di scimmie e abbiamo praticato trapianti dall'uomo alla scimmia. Il risultato è stato un successo."
Bene, a parte il fatto che siamo lasciati all'oscuro riguardo a quali scimmie siano state in realtà utilizzate e quante, a cosa sono serviti questi trapianti, oltre che al curriculum di questi vivisettori? Dalla realizzazione di questo trapianto ad oggi, chi è mai venuto a sapere di malati di SIDA che siano stati curati con un trapianto simile? Nessuno! Io nemmeno. Ormai, quando si leggono i giornali bisogna sopportare di tutto, cosa che anche le scimmie in questione hanno dovuto fare per anni.
Certo che gli xenotrapianti... lo vediamo alla televisione, nelle riviste: sono la panacea!
Sulla rivista "Previsión Sanitaria Nacional" dell'ottobre 1995, abbiamo potuto vedere la foto del Dr. Rafael Manez, vicedirettore medico della residenza sanitaria di Bellvitge, a Barcellona, il quale, essendo uno dei maggiori esperti in fatto di xenotrapianti, affermava: "I maiali transgenici offrono grandi prospettive." L'articolo non si perde in esagerazioni, infatti vi leggiamo: "Ha lavorato nel Centro Medico dell'Università di Pittsburg, Stati Uniti, dove, nel corso di cinque anni, assunse tutta la parte medica nelle esperienze cliniche consistenti nel trapianto di due fegati di mandrillo ad altrettanti pazienti terminali."
Più in là possiamo leggere che "di problemi se ne presentano tuttora molti, però il più importante è ancora il rigetto. Se già il trapianto tra esseri umani implica un trattamento immunodepressore, il problema si aggrava enormemente nei casi di xenotrapianto. Il meccanismo del rigetto è inoltre differente, per questo i maiali transgenici, nei quali sono stati introdotti geni umani, rappresentato una prospettiva incoraggiante. Un altro problema, che non è stato ancora analizzato a sufficienza, è quello che potremmo chiamare dell'incompatibilità metabolica, soprattutto in organi come il fegato, che è la vera e propria fabbrica di sintesi metabolica del corpo umano. In questo caso sarebbe necessario che tutte le proteine fossero del maiale."
Alla domanda se tutte queste proteine e sostanze saranno in grado di adattarsi, risponde: "Lo abbiamo constatato a Pittsburg. Sono avvenute cose piuttosto curiose; ad esempio, nei due riceventi di fegato di maiale, scomparve l'acido urico. Si può dunque dire che si crea una certa "animalizzazione" del ricevente." Non è stato in grado di rispondere alla domanda se questa animalizzazione è o meno compatibile con la vita.
Questi xenotrapianti non sono una cosa nuova. Già negli anni 60 e 70 se ne erano praticati alcuni con organi di scimpanzè e di mandrillo, ma tutti si erano rivelati un fallimento. Nell'intervista citata possiamo leggere anche questo: "Già nel 1985 si era trapiantato un cuore in California, si trattava della famosa Baby Fae, una bambina alla quale fu trapiantato un cuore di mandrillo che funzionò approssimativamente un mese." Sì, queste sono le sue parole: come se parlasse delle pile di un transistor.
Naturalmente il Dr. Manez riconosce che gli organi umani non hanno potuto essere sostituiti. Afferma inoltre che lo scopo di utilizzare organi di animali è quello di avere finalmente a disposizione una quantità sufficiente di organi per rispondere alle richieste di trapianto.
Si erano già fatti trapianti di organi da criceti a topi nel 1992 alle Università di Cambridge e di Pittsburg. E il successo di questa procedura sperimentale portò a nuovi tentativi cimici di xenotrapianto! I due pazienti terminali affetti da epatite B con replicazione attiva del virus non erano già più candidati al trapianto di organi umani. Leggiamo: "Infine si realizzarono entrambi i trapianti sperimentali e uno dei pazienti sopravvisse 71 giorni e l'altro 26."
Il che significa: due mandrilli e due esseri umani sono morti per un trapianto chiamato sperimentale, realizzato soltanto perché aveva avuto successo presso altri animali! Secondo il Dr. Maiiez: "L'alternativa sarà utilizzare gli xenotrapianti come provvisorio e vedere come funzionano, se non funzionano, si dovrà trapiantare immediatamente un organo umano..."
Procedimento costoso e inutile, ma... viva la vivisezione!
E cosa leggiamo sulla rivista "Siete Dfas Médicos" di metà settembre 1996? Quattro anni dopo i trapianti sperimentali appena citati, al XVI Congresso mondiale della Società dei Trapianti si stava ancora una volta scoprendo che "il problema principale degli xenotrapianti è il rigetto iperacuto che si scatena in pochi minuti." Inoltre alcuni ricercatori avevano creato maiali transgenici, introducendo materiale genetico umano nell'ovulo fertilizzato di una scrofa: "Fino ad oggi questo procedimento è stato testato in trapianti maiale - scimmia senza che si sia manifestato rigetto iperacuto. La sopravvivenza cardiaca è stata di 60 giorni."
Al giorno d'oggi si portano a termine circa 50'000 trapianti di organi umani all'anno in tutto il mondo. Ma gli sperimentatori preferiscono sperperare milioni di pesetas per giocare a fare i creatori di nuovi animali e così apparire sulla riviste nutrendo il loro curriculum, invece di incoraggiare la gente a donare i propri organi.
Dobbiamo stare attenti con le grandi notizie in campo medico che vengono diffuse dai mass-media. Mentre un giornalista diceva alla televisione che in Gran Bretagna questi xenotrapianti erano un successo e che presto si sarebbero realizzati anche in Spagna, la rivista "Siete Dìas Médicos" dell'ultima settimana di febbraio 1997, cioè pochi mesi fa, pubblicava che la Gran Bretagna ha deciso di sospendere gli xenotrapianti. La decisione è stata presa in seguito ad una relazione di carattere etico redatta da un gruppo di esperti, nella quale si afferma che esiste un rischio di trasmissione di virus tra l'organo trapiantato e il ricevente. Gli esperti sottolineano che è noto il fatto che il maiale è portatore di diversi retrovirus e che virus inoffensivi nel maiale possono causare malattie anche epidemiche presso gli umani.
Inoltre fanno presente che non ci sono prove sicure che questi organi possano funzionare per un lungo periodo nel corpo umano.
Continuiamo con i nostri esempi eloquenti: le vaccinazioni.
La rivista "Siete Dias Médicos" del 8-14 marzo 1996, ha pubblicato un articolo apparso su "Thè Lancet": vaccinazione precoce in caso di carcinoma del pancreas. L'equipe di Gjertsen e colleghi (Norvegia) applica la teoria secondo cui il sistema immunitario dei pazienti affetti da cancro al pancreas soffrirebbe di un'ignoranza funzionale originata dalla mancanza di immunogenicità delle cellule cancerose. I pazienti affetti da adenocarcinoma pancreatico in fase terminale, vengono trattati creando cellule immunogeniche artificiali che si incaricherebbero di fornire gli antigeni tumorali al sistema immunitario. I ricercatori hanno costruito un peptido sintetito mutante, lo hanno unito a cellule mononucleari raccolte da sangue periferico e hanno iniettato il complesso cellula-peptido in una vena periferica, con dosi di richiamo dopo 14 e 35 giorni e poi con intervalli di 4 - 6 settimane.
Due dei cinque pazienti immunizzati presentarono una risposta immunologica di cellule T. Naturalmente tutti i pazienti morirono nel corso dei mesi successivi. I ricercatori trovarono comunque una risposta al loro fallimento: lo stadio avanzato del tumore. Ma se la terapia era proprio concepita per curare pazienti terminali!
Le vaccinazioni non sono certo acqua di rose. Secondo quanto afferma perfino la rivista "Siete Dias Médicos" dell'ultima settimana di marzo 1996, le vaccinazioni possono provocare la sindrome di Guillain-Barré, il cui quadro clinico è sostanzialmente una tetraplegia acuta con perdita dei riflessi, a volte accompagnata da una paralisi facciale e da altri disturbi bulbari. Nel 30% dei casi sono necessari ricoveri nei reparti di cure intense. Secondo la rivista "Siete Dias Médicos" dell'ultima settimana di giugno 1996, il Dr. Manuel E. Pararroyo si sta consacrando alla ricerca di una formula matematica per l'elaborazione di vaccini chimici, così ha affermato nel corso di un incontro con i mèmbri dell'Associazione Nazionale degli
Informatori sanitari. Abbandonata la via dei vaccini a base di organismi vivi, Pararroyo cerca la composizione chimica di tali organismi per poter conoscerne la struttura fisica completa. Nel corso di una conferenza tenuta alla Federazione Farmaceutica di Barcellona, ha affermato di aver perfezionato la formula per il vaccino contro la malaria. Però non ha potuto fornire dati sui risultati ottenuti nella sperimentazione con scimmie, dal momento che dovevano prima essere pubblicati sulle riviste mediche internazionali!
Ha inoltre affermato che i suoi prototipi di vaccini chimici contro la tubercolosi e l'epatite, sono molto "avanzati". Il primo è stato provato solo sui ratti e, naturalmente, i risultati non ha potuto fornirli, dato che non erano ancora stati pubblicati. Il vaccino anti-epatite non si sa come l'abbia sperimentato ne con quali risultati.
In compenso possiamo leggere su "Siete Dias Médicos" del 11-17 di ottobre 1996 che la rivista medica "Thè Lancet" ha pubblicato che di 610 bambini tra i 2 e i 15 anni, vaccinati in un campo di rifugiati nel Nord-Est della Tailandia, 194 hanno contratto la malaria, cioè 10 bambini in più rispetto all'altro gruppo di uguale numero che era stato vaccinato contro l'epatite B.
I ricercatori non si sono quindi mostrati favorevoli alla realizzazione di ulteriori test.
D'altro canto, il Dr. Pérez-Trallero del Servizio di Microbiologia dell'Ospedale di N.S. di Arànzazu, a San Bebastiàn, sulla rivista "Actualizaciones Médicas Uriach" di febbraio 1996, afferma sul tema della vaccinazione antitetanica che "Dal 1976 non si è prodotto alcun caso di tetano neonatale a Guipuzcoa, come anche nel resto della Spagna. Il tetano neonatale è sconosciuto. La maggior parte delle donne fertili a Guipuzcoa non erano negli anni passati provviste di anticorpi antitetatici, il che significa che l'assenza di casi di tetano è da ricondursi alle misure di igiene durante il parto."
Più in là afferma che si sono constatati casi di tetano in persone che, a quanto pare, erano state correttamente vaccinate.
Eppure ci furono masse di gente che esigevano la vaccinazione contro la meningite C! Anche se le autorità sanitarie, solitamente tanto propense a vaccinare, avevano avvertito che gli effetti secondari erano pericolosi. Eppure abbiamo potuto tutti sentire e vedere alla televisione una signora che diceva con arroganza di aver compiuto il suo dovere di madre facendo vaccinare il proprio figlio.
Non dimentichiamo i cosmetici, e non intendo parlare dei terribili esperimenti ai quali vengono sottoposti gli animali, intendo piuttosto avvertire, come lo ha fatto la Commissione Europea, che l'innocuità dei cosmetici di origine animale riguardo alla malattia della "mucca pazza" non è per nulla
dimostrata.
Questa è stata solo una piccola serie di esempi eloquenti presi dai diversi settori che fanno parte del campo della sperimentazione animale.
Non dimentichiamo che permettere la vivisezione vuoi dire sfruttare gli animali in nome di una falsa scienza che danneggia e uccide gli esseri umani.