Del Dr. Stefano Cagno
A prescindere dagli aspetti etici e dalle valutazioni di merito, ritengo sia importante sottolineare che il consenso di parte dell’opinione pubblica nei confronti della vivisezione si basa soprattutto su una serie di bugie. Di seguito presenterò quelle che ritengo più significative.
Gli animali non soffrono.
I vivisettori affermano di trattare bene gli animali e che questi ultimi vivrebbero meglio in un laboratorio che liberi. Ma voi in cambio di cibo, riscaldamento e protezione dalle altrui aggressioni, accettereste di vivere in una cella di pochi metri quadrati per tutta la vita?
E cosa dire degli esperimenti? I dati britannici, gli unici disponibili, sono molto precisi e stabiliscono che al 70% degli animali non è fornito alcun farmaco contro il dolore e che solo in una minoranza del restante 30% è somministrata un’anestesia. Se non si usassero gli animali, si dovrebbe sperimentare sugli esseri umani.In tutti gli Stati del mondo, dopo avere sperimentato i farmaci sugli animali, le leggi impongono anche la sperimentazione umana. La vivisezione non è quindi un’alternativa alla sperimentazione umana, ma solo l’anticamera. Eppure se l’impiego degli animali nella ricerca fosse utile non dovrebbe esserci necessità di ricorrere anche agli esseri umani. Dopo avere testato in laboratorio una nuova sostanza dovrebbe essere direttamente commercializzata, ma in tutte le cause legali intentati per danni provocati dai farmaci, le stesse industrie farmaceutiche si sono sempre difese dicendo che gli esperimenti sugli animali non avevano evidenziato problemi, ma che gli esseri umani sono differenti rispetto agli animali.
Molti progressi della Medicina si sono ottenuti grazie agli esperimenti sugli animali.
Spesso i vivisettori sono soliti elencare tutti i progressi scientifici che si sarebbero ottenuti grazie all’impiego degli animali nella ricerca. In realtà elencano quella minoranza di casi in cui il comportamento di una specie animale, e spesso solo quella, si è dimostrato simile, ma solo a posteriori, a quello della nostra specie.
Se gli studi sugli animali fossero realmente utili dovrebbero soddisfare una condizione: il comportamento degli animali e degli esseri umani dovrebbero coincide nella stragrande maggioranza dei casi. In realtà solo un quarto dei farmaci che hanno superato la sperimentazione sugli animali superano anche quella umana e, secondo i dati statunitensi, di questi ultimi il 51% causa gravi reazioni avverse nella nostra specie (morte, pericolo di morte ed invalidità permanente) che non si erano verificate negli animali da laboratorio.
Non esistono altri metodi sperimentali che possano sostituire gli animali.
Da tempo esistono metodi realmente scientifici che possono sostituire l'impiego degli animali.
Tra i metodi biologici possiamo citare le colture di cellule, tessuti ed organi. I materiali si possono ottenere ogni giorno e senza alcuna spesa nelle sale chirurgiche: i tessuti e gli organi asportati, infatti, sono di solito in massima parte buttati via.
Tra i metodi non biologici posso ricordare l’epidemiologia e la statistica, oppure l’impiego di strumenti come la Tac, la Risonanza Magnetica, oppure l’uso del computer al fine simulare i procedimenti metabolici e funzionali del corpo umano, o ancora i modelli meccanici e matematici.
Secondo i vivisettori le colture cellulari non sarebbero utili, tuttavia in Italia il 20% degli animali uccisi ogni anno (circa 200.000) serve per allestire proprio colture cellulari. È logico credere che le colture cellulari di origine animale possano essere utili per le ricerche sugli esseri umani, ma, ma non le colture cellulari di origine umana?
La maggior parte degli animali utilizzati sono roditori.
Questo è uno degli argomenti emotivi che i vivisettori utilizzano per tacitare l’opinione pubblica, facendo leva sulla poca empatia che i roditori provocano sulle persone.
Tale argomentazione non possiede alcun fondamento scientifico poiché, ammesso che la vivisezione sia una pratica razionale, bisognerebbe scegliere la specie più utile e quindi simile agli esseri umani.
Se la vivisezione avesse un valore scientifico, questi animali dovrebbero quindi essere quelli più simili e adatti a predire quanto accade nella nostra specie.
A tale proposito provate a mangiare quello che mangia un ratto ed a bere l’acqua di fogna. Pensate che potreste stare bene? La realtà è che si scelgono i roditori perché costano poco e sono facili da mantenere.
Preferiresti sperimentare su tuo figlio o su un animale?
Questa domanda che spesso pongono i vivisettori racchiude quello che definirei un “ricatto morale”. Quella scientifica dovrebbe essere: “Sperimentando su un animale posso ottenere valide informazioni per tutelare la salute di mio figlio?". In realtà la scelta tra il proprio figlio ed un animale rappresenta soltanto uno sfacciato ricatto morale. Se infatti cambiassi la domanda in: "Preferisci sperimentare su tuo figlio o sul figlio del vicino di casa?", la risposta non cambierebbe. In questo esempio uno dei due soggetti (il figlio) risulta sempre vincente, poiché con lui ho un legame affettivo ed emotivo molto forte. Quindi il confronto non è più tra un essere umano e un animale, ma tra un essere umano, a me molto vicino affettivamente, e un altro essere vivente, umano o non umano, che dal confronto non può che risultare perdente.