Mese: settembre 2019

La seconda riunione del “Gruppo di lavoro per la promozione dei metodi alternativi all’impiego di animali per fini scientifici” tenutasi lo scorso 17 settembre si è svolta a porte chiuse, così come quella del 16 luglio scorso, la prima dopo 16 mesi di sospensione. I portatori di interessi che, secondo il decreto dell’ex Ministro della Salute Giulia Grillo, sono stati appositamente individuati mediante una procedura selettiva e quindi inseriti in un apposito elenco, non sono stati invitati a partecipare né informati sull’andamento dei lavori.
Il Tavolo è stato istituito presso il Ministero della Salute nel 2013 ed è finalizzato ad aprire una discussione e proporre soluzioni per una ricerca scientifica al passo coi tempi che guardi ai moderni metodi human based, invece di utilizzare il fallimentare studio su specie animali diverse dalla nostra. Il gruppo di lavoro che lo conduce è composto da cinque rappresentanti di enti istituzionali e nove esperti in metodi alternativi, bioetica e sperimentazione animale, nominati dal ministero. Visto l’obiettivo dichiarato di superare la sperimentazione animale, il contributo dei portatori di interessi, tra cui LIMAV Italia OdV (Lega Internazionale Medici per l’Abolizione della Vivisezione) e OIPA Italia (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), è cruciale per un confronto serio e non sterile.
Rispetto al tavolo istituito dalla precedente legislatura, aperto ad esperti di tutto il mondo, quello attuale è un gruppo chiuso dove i portatori di interessi non hanno pari diritti rispetto agli enti istituzionali e agli esperti, che non è chiaro in base a quali criteri siano stati scelti – evidenziano le associazioni – In gioco ci sono questioni etiche e scientifiche, ma anche e soprattutto la salute pubblica, quindi chiediamo al neo Ministro della Salute Roberto Speranza di rivedere le procedure di istituzione del tavolo stesso, in modo che diventi davvero “uno strumento di civiltà” come dichiarato negli intenti iniziali e per l’Italia non resti un’utopia quella di potersi avvalere di una ricerca affidabile e sicura che possa uscire dalla sperimentazione animale, come già sta avvenendo in Olanda con il “Piano di transizione alla ricerca non animale” entro il 2025 e gli Stati Uniti che con l’Agenzia di Protezione Ambientale (EPA), proprio nei giorni scorsi, hanno pubblicato una “Direttiva per stabilire le priorità degli sforzi per ridurre i test sugli animali” entro il 2035. Quando sarà la volta per l’Italia?